lunedì 29 novembre 2021
giovedì 6 febbraio 2020
Per gioco e per amore – Conferenza 1 a cura di AIMA
Organizzate dall'Associazione AIMA Associazione Italiana Musicisti Amatori,ci sono stai degli incontri interessanti di cui vi invito a vedere il video della giornata del 27 Ottobre 2019.
Non essendoci potuta andare di persona ho guardato anch'io il video e ho trovato degli interventi interessanti.
Molto interessante, come sempre, l'intervento di Sergio Lattes, che riesce sempre a non andare fuori tema e a tornare sul punto principale che è la mancanza di un sistema didattico valido ad insegnare a far musica a livello di base per tutti affinché ognuno possa esprimersi con gioa in questo ambito culturale. Ciò porterebbe ad un incremento del numero degli amatori e appassionati in Italia, ad un aumento del pubblico e del suo livello e a nuove professioni musicali moderne e dignitose. Invece si continua a creare la figura del Maestro che vuole gli allievi o geni o niente. Purtroppo non riesco a vedere soluzioni davvero praticabili per invertire la tendenza...
il tema era:
Amatori, professionisti e insegnanti di musica, identità mutevoli in un mondo che cambia. Quali prospettive?
Intervengono:
- Carlo Delfrati (Musicologo, pedagogista, docente nei Conservatori di Parma e di Milano)
- Sergio Lattes (Pianista, divulgatore, già docente di pianoforte nei Conservatori di Milano e Genova)
- Carlo Levi Minzi (Concertista, professore ordinario presso il Conservatorio G. Verdi di Milano)
PER GIOCO E PER AMORE è un’iniziativa dedicata alla musica amatoriale organizzata da AIMA – Associazione Italiana Musicisti Amatori e MaMu, Magazzino Musica.
Non essendoci potuta andare di persona ho guardato anch'io il video e ho trovato degli interventi interessanti.
Molto interessante, come sempre, l'intervento di Sergio Lattes, che riesce sempre a non andare fuori tema e a tornare sul punto principale che è la mancanza di un sistema didattico valido ad insegnare a far musica a livello di base per tutti affinché ognuno possa esprimersi con gioa in questo ambito culturale. Ciò porterebbe ad un incremento del numero degli amatori e appassionati in Italia, ad un aumento del pubblico e del suo livello e a nuove professioni musicali moderne e dignitose. Invece si continua a creare la figura del Maestro che vuole gli allievi o geni o niente. Purtroppo non riesco a vedere soluzioni davvero praticabili per invertire la tendenza...
Anche l'intervento molto caloroso di Carlo Del Frati ha evidenziato che le basi per un allontanamento degli amatori musicali in Italia ha radici già a partire dai primi decenni del novecento. Ci ha letto uno scritto del direttore della Scuola Civica di Milano, Felice Lattuada, che inveiva contro il far musica per diletto e che avrebbe fatto di tutto per chiudere definitivamente questa pratica poco nobile.
L'intervento di Carlo Levi Minzi si è limitato a farci conoscere la sua esperienza di professore di conservatorio nonché di pianista concertista nell'ambito prettamente accademico e ha ragionato sulla riforma dei conservatori mai completata. Sull'argomento della "didattica per tutti" non ha posto accento.
RINGRAZIO AIMA per l'opportunità di ascoltare di questi temi.
lunedì 23 dicembre 2019
Il concerto di Natale 2019 - BUON NATALE E BUON ANNO
VENERDI 20 dicembre 2019, ore 16.
Appuntamento con gli ospiti della casa di riposo. Ho preparato un concerto per loro e, come sempre in questi casi, ho ricevuto tanti ringraziamenti e apprezzamenti.
Non sono mai scontati, ve lo garantisco. Prima di iniziare a suonare mi presento e racconto brevemente qualche nota riguardo a i brani che suonerò.
Quando penso alla scelta dei brani da mettere in questi concerti lo faccio con molta cura, cercando nel mio repertorio musiche che possano comunicare emozioni positive.
Di sicuro ogni brano che non dà a tutti la stessa emozione, per cui penso sia meglio variare in modo che il programma possa dare diverse sensazioni e che possa coinvolgere tutti.
Se un brano mi trasmette malinconia ma è molto suggestivo, subito dopo ne accosto un altro più allegro ed energetico, e subito dopo ancora uno che trasmette serenità e tranquillità.
Molte delle persone del pubblico, ogni fine brano mi ha espresso un apprezzamento caloroso con sorrisi e occhi felici.
A differenza del pubblico in teatro che, normalmente, sta ad una certa distanza da te, questi splendidi vecchietti mi stavano molto vicino e potevo vederli negli occhi quando mi applaudivano. La gratificazione è davvero grande.
Alle fine, come faccio sempre, vado a salutarli uno per uno e mi fanno altri apprezzamenti e molte domande.
Ecco che la malinconia mi assale quando li saluto dicendogli a presto...
Sarebbe molto bello per me tornare e rincontrali ancora, ma non sempre è possibile.
Mi rimane la gratitudine di aver ricevuto quei sorrisi sinceri e semplici che ti riempiono il cuore.
mercoledì 16 ottobre 2019
musica per il teatro e la cura delle emozioni: una professione impegnativa
Qualche
tempo fa, parlando con un mio carissimo amico attore sulla scelta delle musiche
per gli spettacoli, gli dicevo della mia poca esperienza in merito e del fatto
che non sono abituata a suonare improvvisando sopra una lettura teatrale.
Allora gli
raccontai di un’esperienza che stavo facendo e che vi racconterò a breve e lui
mi rispose “…Avere musica dal vivo anche solo per una reading di lettura non è come
mettere i soldini nel juke box.”
Questa esperienza mi avvicina in qualche modo anche alla musicoterapia di
cui oggi si fa un gran parlare e un gran insegnare (un po’ meno un gran pagare
per gli operatori che la fanno di mestiere…almeno qui in Italia…) ma che non è
facile da capire.
Nel mio racconto a tratti forse un po’ ironico, di sicuro si intuisce, come
l’ho intuito io, che ognuno di noi ha delle caratteristiche musicali diverse e
vibra in modo diverso di fronte all'ascolto di musica. Scoperta, questa, “dell’acqua
calda”, ma di cui non bisogna mai scordarsi quando si usa la musica per trasmettere
emozioni in teatro o in ambiti umani molte delicati quali sono le case di riposo,
gli ospedali e gli hospice.
Ecco il mio
raccontino.
martedì 13 agosto 2019
Del dono dell’ubiquità fate tesoro a cinquant'anni dallo sbarco dell’uomo sulla luna!
È veramente
vero che con i
mezzi di comunicazione di oggi puoi essere in cento posti diversi e gestire
situazioni diverse stando comodamente steso sulla tua sdraio al mare.
Dal quel punto di osservazione poi riesci ad immaginare
spostamenti repentini che rasentano un altro dono: il teletrasporto.
Non possiamo più lamentarci di non avere i poteri onnipotenti!
Sembra un farneticare il mio e ancora non capisci di che parlo.
Che tutti questi “veramente vero”, ubiquità e tele trasposto
sembrano usciti da una puntata di Star Trek, ma se hai voglia ti spiego.
Mettiamo insieme un po’ di dati.
Mettiamo insieme un po’ di dati. La serie televisiva di Star Trek uscì nel 1966 e nel 1969 venne
tolta dal palinsesto della NBC. Non fa niente se poi crebbe di popolarità in
altri lidi televisivi e in tutto il mondo. Ma nel 1969 ci fu il primo sbarco dell’umo
sulla luna che in questo spaccato d’estate infervora gli animi e crea appuntamenti
per ricordare.
Sono passati cinquant'anni. Così mi sono letta “Quel giorno
sulla luna” di Oriana Fallaci e mi è servito per prepararmi ad un
concerto da tenere all'aperto in quel della bergamasca. Non intendo una
preparazione emotiva, che Oriana ci dice lontana da quel trio di super uomini
che mandarono in missione. La preparazione degli astronauti è stata
scientifica.
Per
quanto di scientifico potrebbe avere ben poco suonare l’arpa in un concerto all'aperto in una sera agostana carica di eventi atmosferici imprecisati, ma
tant'è. Gli organizzatori forse ci hanno creduto.
Così,
dopo che l’evento si è concluso con un esito davvero felice, nonostante le
premesse, mi viene facile fare un bel paragone sullo sbarco lunare di Armstrong,
e Aldrin e il fantastico concerto arpistico in loro onore.
sabato 10 agosto 2019
domenica 12 maggio 2019
EOfed, AIMA, PIANOCITY seconda giornata di MORE MUSIC, MORE LIFE
Seconda Giornata
Venerdì 12 aprile 2019
Nicoletta Feola presenta i tre relatori facendo un piccolo riassunto della giornata precedente.
Comincia Daniel Kellerhals, Presidente della Federazione Europea delle Orchestre amatoriali. ( EOfed )
sabato 4 maggio 2019
mercoledì 24 aprile 2019
More Music More Life 2019 – da Vivere la musica 2018
E' passato un anno dalla partecipazione alla Tavola Rotonda che aveva
il nome “Vivere al Musica” tenuta in Palazzina Liberty a cura
dell’organizzazione di AIMA.
Avevo scritto un articolo a proposito che trovate nell'archivio del 2018.
Avevo scritto un articolo a proposito che trovate nell'archivio del 2018.
Proprio nel mese di Aprile la stessa associazione in
collaborazione con UTE Milano e i Lyons, ha promosso due giornate di studio
sugli stessi temi.
Ho partecipata alla prima giornata ascoltando gli interventi
dei Maestri Annibale Rebaudengo, Sergio Lattes e Ettore Napoli (sostituito all'ultimo
per una indisposizione da Luca Vonella)
Qui sotto avete la scaletta degli interventi e il tema di
ciascuno.
La presentazione dei relatori è stata fatta da Angela Feola
e Tommaso Napoli.
giovedì 18 aprile 2019
Arpe in trio
In attesa di scrivervi alcune cose interessanti riguardo la musica amatoriale vi faccio gli auguri di Buona Pasqua 2019
venerdì 8 marzo 2019
venerdì 8 febbraio 2019
San Patrick’s day jig o Saint Patrick’s Day in the Morning
E’ una Set Dance in 6/8. La sua forma è un po’ diversa dalle normali jig, in quanto la prima frase della seconda parte ha 6 battute invece che 4.
Compare nella raccolta del 1850 di Francis O'Neill e James O'Neill col numero 298 e una delle più vecchia registrazioni di questo brano pare sia del 1903.
Appare anche nel quarto volume delle Irish Melodies di Thomas Moore dove viene trasportata in fa maggiore.
Compare nella raccolta del 1850 di Francis O'Neill e James O'Neill col numero 298 e una delle più vecchia registrazioni di questo brano pare sia del 1903.
Appare anche nel quarto volume delle Irish Melodies di Thomas Moore dove viene trasportata in fa maggiore.
venerdì 9 novembre 2018
La palestra delle note!
Suonare è quasi come fare ginnastica, ma come i muscoli del
corpo anche quelli delle dita che volteggiano sulle corde vanno allenate bene e
poco per volta!
L’atto del suonare uno strumento musicale mette in azione moltissime
abilità e per capire come fare ad “allenarsi” è necessario comprendere ciascuna
abilità come deve essere allenata.
La caricatura di Antonio qua sopra, mio collega musicista,
lo fa vedere bene! PALESTRA! (Bravissimo il caricaturista Davide Bona!!!!)
Alle volte le parole studio ed esercizio fanno paura, ma se
noi le sostituiamo con allenamento e palestra magari ci risultano più
simpatiche.
Capire come allenarsi è importante per faticare il giusto e
avere dei risultati, sia per gli amatori che per i futuri professionisti.
Tanto per farvi un po’ di risate, alla mia “tenera età” mi
sono iscritta in palestra da un mese e il mio trainer che mi ha vista con
l’occhio clinico ed ha ascoltato le mie esigenze e le mie aspettative da questa
attività mi ha fatto una scheda per iniziare.
Visto che non ho mai fatto ginnastica in vita mia ha
ritenuto opportuno andarci piano con i pesi e la tempistica e ha lasciato a me
la decisione di quanto frequentare. Facendolo come hobby (o semplicemente
perché ne ho bisogno per non “incriccarmi” del tutto) cerco di andarci il più possibile
compatibilmente con gli impegni di lavoro e di vita che ho.
Se sto più di tre giorni senza andarci lo sento sulla mia
pelle e i miei muscoletti ricominciano quasi da capo ogni volta.
Succede la stessa cosa con l’attività del suonare.
lunedì 15 ottobre 2018
Clair de Lune di Debussy all'arpa
Finalmente mi sono decisa a studiare
Clair de Lune di Debussy.
È uno dei brani per pianoforte di Claude Debussy più
ascoltati e piace un sacco anche a mio figlio. Poi, in effetti, suonato
all'arpa è altrettanto bello che sul pianoforte.
In casa avevo la trascrizione per arpa di Victor Coeur (1882 – 1956) e così ho
iniziato a studiare quella.
A mano a mano che studiavo ho cominciato a farmi delle
domande. Quando si studia una trascrizione sarebbe meglio confrontarla con l’originale.
In questo momento il mio studio è già troppo avanti per
poter tornare sui miei passi e scegliere di suonare l’originale, un’altra
trascrizione o farne una io, però le domande me le sono fatte lo stesso e
cercare le risposte mi ha portato ad una serie di scoperte interessanti.
venerdì 21 settembre 2018
Isabelle Moretti a Milano a settembre - Grazie CAMAC
Isabelle Moretti? Chi
è?
Una Dea all'arpa!
Si, mi era piaciuta a Parigi quando suonò all'esposizione
internazionale dell’arpa un anno o due dopo aver vinto il primo premio al
Concorso internazionale d’arpa di Israele.
Magra, capelli scuri non troppo lunghi, vestiva sobria ma
con un’eleganza innata.
Beh, che dire? Avrei voluto assomigliarle almeno un po’.
Suonava dei brani difficilissimi con una sicurezza, una
leggiadria pazzeschi e una musicalità incredibile!!!
Eravamo in una sala da concerto a Parigi. Non ricordo il
nome, ma ero a pochi passi da lei e non ho
staccato né occhi né orecchie per tutto il tempo.
Davvero mi ha impressionato. Tanto impressionato che,
essendo io più vecchia di lei di due anni, poco motivata e con una scarsissima
autostima, ho pensato che mai avrei potuto nemmeno eguagliarla.
Non ero invidiosa ma consapevole che avevo ascoltato una dea
superiore dell’arpa. Un po’ come quando avevo ascoltato dal vivo Michel
Petrucciani, o ascoltato Bernstein con l’orchestra giovanile di Tanglewood che
dirigeva la Sagra della Primavera. Sai che ci sono geni della musica! PUNTO!
Oggi, cinquantaseienne io, alla ricerca del tempo perduto e con
una fame di comprendere come si fanno bene le cose a cui tieni, l’ho
rincontrata. Isabelle ha donato un giorno del suo prezioso tempo per un Master
a Milano ad un mucchietto di giovani allievi: tredici, sedici, diciotto,
vent'anni e poco più.
lunedì 9 luglio 2018
Ravel - Le tombeau de Couperin trascritto per banda
Con l’ Orchestra a Fiati di Milano faremo un concerto in collaborazione con l’Orchestra a fiati della Valtellina a Vaprio D’Adda il 21 luglio e nel programma, tra gli altri brani c’è Le Tombeau di Couperin di Ravel arrangiato per banda da Masamicz Amano. Prima di studiare la parte dell’arpa ascolto sempre un paio di registrazioni per farmi un’idea del brano. Così ho trovato questa registrazione fatta da un’orchestra giovanile israeliana che mi ha lasciato di stucco per la bravura dei suoi componenti.
The student’s Chamber Orchestra of Jerusalem Academy of Music and Dance.
Recorded July 2016
Due brani del pezzo di Ravel
lunedì 25 giugno 2018
Mario Lorenzi primo arpista Jazz?
Mario Lorenzi (1894-1967) fu un popolare arpista attivo nel periodo
del 1930 che coniugò lo stile classico al ragtime e al Jazz. Non abbiamo molte
informazioni su di lui. Nacque a Firenze se studiò col padre arpista Giorgio
Lorenzi. Questi redasse un metodo e compose numerosi brani caratteristici per
arpa. Mario Lorenzi, dopo avere conseguito il diploma, nel 1908 divenne membro onorario
dell’Academia Reale di Firenze. Nel 1909 la famiglia Lorenzi si trasferì a
Londra e sembra che in questi primi anni Mario era spesso in tour nei teatri e
nelle sale da concerto conosciuto come “il Re degli arpisti” notato per il suo
gusto del “sincopato”.
martedì 15 maggio 2018
Alfredo Ortiz e Fernando Guerrero Briceño: suggestioni dall'America Latina
Qualche tempo fa ho scoperto questi video di Fernando Guerrero. Mi piacciono
molto le sue interpretazioni nelle quali traspone sull'arpa classica
canzoni che di solito si suonano sull'arpa paraguayana.
Ho scoperto che Fernando Guerrero e Rolando Ortiz sono amici sin da quando erano giovani e così ho pensato di mettere le loro interpretazioni a confronto. Il confronto è sentire come sulle due arpe, quella classica e quella paraguayana, assai diverse tra loro, i due musicisti riescano a mettere in evidenza l'anima latino americana dei brani.
Sono due grandi maestri.
Quinta Anauco - Concert Grand Harp - Arpa de Pedales
MILONGA PARA AMAR
Alfred Rolando Ortiz
Nel prossimo video si ascolta come accompagnare nello stile dell'arpa Paraguayana sull'arpa classica.
Nel prossimo video si ascolta come accompagnare nello stile dell'arpa Paraguayana sull'arpa classica.
Daily Harp Moments-Seis por Derecho /Fernando Guerrero
domenica 29 aprile 2018
Stefano Martinotti e il suo concerto per arpa e banda
Lo studio stimolante di un “neonato” concerto d’arpa e
orchestra!
In questi ultimi due mesi sono presa dallo studio di
un concerto per arpa e orchestra che Stefano Marinotti ha scritto per me e la Civica
Orchestra di fiati del comune di Milano.
La prima esecuzione sarà il 25 maggio in Palazzina Liberty.
Stefano Martinotti, musicista dell’orchestra dei Pomeriggi
Musicali di Milano, compositore e direttore d’orchestra, è venuto diverse volte a dirigere la Civica Orchestra di fiati nel
corso degli anni e avevo ascoltato alcune sue partiture per banda che
mi erano piaciute molto.
Tre anni fa, istintivamente, gli ho chiesto se avesse voglia di scrivere un
brano per arpa e banda.
Stefano mi disse che ci avrebbe pensato, che l’idea lo
intrigava, ma non aveva mai scritto prima per arpa e scrivere per arpa e
organico di fiati è certo molto impegnativo.
giovedì 12 aprile 2018
Nadia Birkenstock, arpista celtica tedesca con un anima irlandese e scozzese.
NADIA BIRKENSTOCK è nata a Solingen, nel nord-ovest della Germania.
Ha iniziato a suonare il piano a cinque anni e durante l’adolescenza ha cantato in vari cori e gruppi vocali.
Il suo primo contatto con l'arpa celtica fu un concerto del leggendario duo di arpa scozzese "Sileas” formato da Patsy Seddon e Mary McMaster Sileas duo, arpiste e cantanti.
Celtic Harp Song with String Quartett "Shine" (keltische Harfe)
Nadia Birkenstock performing her song "Shine" with the Northern Lights String Quartett at Neue Schmiede, Bielefeld
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