mercoledì 16 ottobre 2019

musica per il teatro e la cura delle emozioni: una professione impegnativa





Qualche tempo fa, parlando con un mio carissimo amico attore sulla scelta delle musiche per gli spettacoli, gli dicevo della mia poca esperienza in merito e del fatto che non sono abituata a suonare improvvisando sopra una lettura teatrale.
Allora gli raccontai di un’esperienza che stavo facendo e che vi racconterò a breve e lui mi rispose “…Avere musica dal vivo anche solo per una reading di lettura non è come mettere i soldini nel juke box.”
Questa esperienza mi avvicina in qualche modo anche alla musicoterapia di cui oggi si fa un gran parlare e un gran insegnare (un po’ meno un gran pagare per gli operatori che la fanno di mestiere…almeno qui in Italia…) ma che non è facile da capire.
Nel mio racconto a tratti forse un po’ ironico, di sicuro si intuisce, come l’ho intuito io, che ognuno di noi ha delle caratteristiche musicali diverse e vibra in modo diverso di fronte all'ascolto di musica. Scoperta, questa, “dell’acqua calda”, ma di cui non bisogna mai scordarsi quando si usa la musica per trasmettere emozioni in teatro o in ambiti umani molte delicati quali sono le case di riposo, gli ospedali e gli hospice.  
Ecco il mio raccontino.

martedì 13 agosto 2019

Del dono dell’ubiquità fate tesoro a cinquant'anni dallo sbarco dell’uomo sulla luna!



È veramente vero che con i mezzi di comunicazione di oggi puoi essere in cento posti diversi e gestire situazioni diverse stando comodamente steso sulla tua sdraio al mare.

Dal quel punto di osservazione poi riesci ad immaginare spostamenti repentini che rasentano un altro dono: il teletrasporto.
Non possiamo più lamentarci di non avere i poteri onnipotenti!
Sembra un farneticare il mio e ancora non capisci di che parlo. Che tutti questi “veramente vero”, ubiquità e tele trasposto sembrano usciti da una puntata di Star Trek, ma se hai voglia ti spiego.
Mettiamo insieme un po’ di dati.


Mettiamo insieme un po’ di dati. La serie televisiva di Star Trek uscì nel 1966 e nel 1969 venne tolta dal palinsesto della NBC. Non fa niente se poi crebbe di popolarità in altri lidi televisivi e in tutto il mondo. Ma nel 1969 ci fu il primo sbarco dell’umo sulla luna che in questo spaccato d’estate infervora gli animi e crea appuntamenti per ricordare. 
Sono passati cinquant'anni. Così mi sono letta “Quel giorno sulla luna” di Oriana Fallaci e mi è servito per prepararmi ad un concerto da tenere all'aperto in quel della bergamasca. Non intendo una preparazione emotiva, che Oriana ci dice lontana da quel trio di super uomini che mandarono in missione. La preparazione degli astronauti è stata scientifica.

Per quanto di scientifico potrebbe avere ben poco suonare l’arpa in un concerto all'aperto in una sera agostana carica di eventi atmosferici imprecisati, ma tant'è. Gli organizzatori forse ci hanno creduto.

Così, dopo che l’evento si è concluso con un esito davvero felice, nonostante le premesse, mi viene facile fare un bel paragone sullo sbarco lunare di Armstrong, e Aldrin e il fantastico concerto arpistico in loro onore.




domenica 12 maggio 2019

EOfed, AIMA, PIANOCITY seconda giornata di MORE MUSIC, MORE LIFE



Seconda Giornata
Venerdì 12 aprile 2019


Nicoletta Feola presenta i tre relatori facendo un piccolo riassunto della giornata precedente.

Comincia Daniel Kellerhals, Presidente della Federazione Europea delle Orchestre amatoriali. ( EOfed )