giovedì 6 febbraio 2020

Per gioco e per amore – Conferenza 1 a cura di AIMA

Organizzate dall'Associazione AIMA Associazione Italiana Musicisti Amatori,ci sono stai degli incontri interessanti di cui vi invito a vedere il video della giornata del 27 Ottobre 2019.

il tema era: 
Amatori, professionisti e insegnanti di musica, identità mutevoli in un mondo che cambia. Quali prospettive?
Intervengono: 
PER GIOCO E PER AMORE è un’iniziativa dedicata alla musica amatoriale organizzata da AIMA – Associazione Italiana Musicisti Amatori e MaMu, Magazzino Musica





Non essendoci potuta andare di persona ho guardato anch'io il video e ho trovato degli interventi interessanti.
Molto interessante, come sempre, l'intervento di Sergio Lattes, che riesce sempre a non andare fuori tema e a tornare sul punto principale che è la mancanza di un sistema didattico valido ad insegnare a far musica a livello di base per tutti affinché ognuno possa esprimersi con gioa in questo ambito culturale. Ciò porterebbe ad un incremento del numero degli amatori e appassionati in Italia, ad un aumento del pubblico e del suo livello e a nuove professioni musicali moderne e dignitose. Invece si continua a creare la figura del Maestro che vuole gli allievi o geni o niente. Purtroppo non riesco a vedere soluzioni davvero praticabili per invertire la tendenza...


Anche l'intervento molto caloroso di Carlo Del Frati ha evidenziato che le basi per un allontanamento degli amatori musicali in Italia ha radici già a partire dai primi decenni del novecento. Ci ha letto uno scritto del direttore della Scuola Civica di Milano, Felice Lattuada, che inveiva contro il far musica per diletto e che avrebbe fatto di tutto per chiudere definitivamente questa pratica poco nobile. 

L'intervento di Carlo Levi Minzi si è limitato a farci conoscere la sua esperienza di professore di conservatorio nonché di pianista concertista nell'ambito prettamente accademico e ha ragionato sulla riforma dei conservatori mai completata. Sull'argomento della "didattica per tutti" non ha posto accento. 


RINGRAZIO AIMA per l'opportunità di ascoltare di questi temi.

lunedì 23 dicembre 2019

Il concerto di Natale 2019 - BUON NATALE E BUON ANNO



VENERDI 20 dicembre 2019, ore 16.

Appuntamento con gli ospiti della casa di riposo. Ho preparato un concerto per loro e, come sempre in questi casi, ho ricevuto tanti ringraziamenti e apprezzamenti. 

 Non sono mai scontati, ve lo garantisco. Prima di iniziare a suonare mi presento e racconto brevemente qualche nota riguardo a i brani che suonerò. 

Quando penso alla scelta dei brani da mettere in questi concerti lo faccio con molta cura, cercando nel mio repertorio musiche che possano comunicare emozioni positive. 
Di sicuro ogni brano che non dà a tutti la stessa emozione, per cui penso sia meglio variare in modo che il programma possa dare diverse sensazioni e che possa coinvolgere tutti. 
Se un brano mi trasmette malinconia ma è molto suggestivo, subito dopo ne accosto un altro più allegro ed energetico, e subito dopo ancora uno che trasmette serenità e tranquillità. 

Molte delle persone del pubblico, ogni fine brano mi ha espresso un apprezzamento caloroso con sorrisi e occhi felici. 
A differenza del pubblico in teatro che, normalmente, sta ad una certa distanza da te, questi splendidi vecchietti mi stavano molto vicino e potevo vederli negli occhi quando mi applaudivano. La gratificazione è davvero grande. 

Alle fine, come faccio sempre, vado a salutarli uno per uno e mi fanno altri apprezzamenti e molte domande. 
Ecco che la malinconia mi assale quando li saluto dicendogli a presto...
Sarebbe molto bello per me tornare e rincontrali ancora, ma non sempre è possibile.

Mi rimane la gratitudine di aver ricevuto quei sorrisi sinceri e semplici che ti riempiono il cuore. 







mercoledì 16 ottobre 2019

musica per il teatro e la cura delle emozioni: una professione impegnativa





Qualche tempo fa, parlando con un mio carissimo amico attore sulla scelta delle musiche per gli spettacoli, gli dicevo della mia poca esperienza in merito e del fatto che non sono abituata a suonare improvvisando sopra una lettura teatrale.
Allora gli raccontai di un’esperienza che stavo facendo e che vi racconterò a breve e lui mi rispose “…Avere musica dal vivo anche solo per una reading di lettura non è come mettere i soldini nel juke box.”
Questa esperienza mi avvicina in qualche modo anche alla musicoterapia di cui oggi si fa un gran parlare e un gran insegnare (un po’ meno un gran pagare per gli operatori che la fanno di mestiere…almeno qui in Italia…) ma che non è facile da capire.
Nel mio racconto a tratti forse un po’ ironico, di sicuro si intuisce, come l’ho intuito io, che ognuno di noi ha delle caratteristiche musicali diverse e vibra in modo diverso di fronte all'ascolto di musica. Scoperta, questa, “dell’acqua calda”, ma di cui non bisogna mai scordarsi quando si usa la musica per trasmettere emozioni in teatro o in ambiti umani molte delicati quali sono le case di riposo, gli ospedali e gli hospice.  
Ecco il mio raccontino.

martedì 13 agosto 2019

Del dono dell’ubiquità fate tesoro a cinquant'anni dallo sbarco dell’uomo sulla luna!



È veramente vero che con i mezzi di comunicazione di oggi puoi essere in cento posti diversi e gestire situazioni diverse stando comodamente steso sulla tua sdraio al mare.

Dal quel punto di osservazione poi riesci ad immaginare spostamenti repentini che rasentano un altro dono: il teletrasporto.
Non possiamo più lamentarci di non avere i poteri onnipotenti!
Sembra un farneticare il mio e ancora non capisci di che parlo. Che tutti questi “veramente vero”, ubiquità e tele trasposto sembrano usciti da una puntata di Star Trek, ma se hai voglia ti spiego.
Mettiamo insieme un po’ di dati.


Mettiamo insieme un po’ di dati. La serie televisiva di Star Trek uscì nel 1966 e nel 1969 venne tolta dal palinsesto della NBC. Non fa niente se poi crebbe di popolarità in altri lidi televisivi e in tutto il mondo. Ma nel 1969 ci fu il primo sbarco dell’umo sulla luna che in questo spaccato d’estate infervora gli animi e crea appuntamenti per ricordare. 
Sono passati cinquant'anni. Così mi sono letta “Quel giorno sulla luna” di Oriana Fallaci e mi è servito per prepararmi ad un concerto da tenere all'aperto in quel della bergamasca. Non intendo una preparazione emotiva, che Oriana ci dice lontana da quel trio di super uomini che mandarono in missione. La preparazione degli astronauti è stata scientifica.

Per quanto di scientifico potrebbe avere ben poco suonare l’arpa in un concerto all'aperto in una sera agostana carica di eventi atmosferici imprecisati, ma tant'è. Gli organizzatori forse ci hanno creduto.

Così, dopo che l’evento si è concluso con un esito davvero felice, nonostante le premesse, mi viene facile fare un bel paragone sullo sbarco lunare di Armstrong, e Aldrin e il fantastico concerto arpistico in loro onore.