lunedì 6 giugno 2011

Sylvia Woods e il suo metodo



Un consiglio per chi si è "innamorato" dell'arpa, ha acquistato lo strumento e vorrebbe subito imparare a suonare e sta ancora cercando l'insegnante?
Il metodo "Teach Yourself To Play The Folk Harp" di Sylvia Woods con il dvd nel quale potrete ascolatare e vedere come si suonano e si studiano i suoi brani.

Nonostante sia stato scritto 30 anni fa è ancora molto moderno ed efficace.
La Woods, proprio per festeggiare i tren'anni dall'uscita, ha stampato l'edizione celebrativa mantenendo per la maggior parte l'impianto originale.


Leggo nella prefazione odierna:
"When I began teaching, I realized that there was also a lack of music for the folk harp. Most of the
music available was for the pedal harp, or for young children whose legs weren’t long enough to reach
the pedals. I couldn’t find books that were suitable for the people who were becoming interested in the
resurgence of the folk harp. That is why I wrote this book."

Un'altra frase importante è quella in cui dice che oggi le insegnanti di arpa folk (celtica, irlandese, a levette…vedi articolo precedente) sono notevolemente aumentate ed è più facile trovare repertorio. Il libro oggi può essere usato con maggior profitto sotto la guida del proprio insegnate. Se lo usate da soli, verificate comunque, ogni tanto con un amico arpista più bravo di voi e con i consigli di un insegnante, se siete sulla buona strada.

Lo devo riconoscere, ho scritto molte volte che suonare l'arpa è alla portata di tutti!
Oggi confermo, ma quel "tutti" è riferito a persone con doti particolari:
pazienza,
perserveranza,
coraggio,
spirito di sacrificio,
un pizzico di pazzia etc, etc. etc…

Chi decide di studiare l'arpa non è di sicuro una persona "normale": direi che è una persona "sopra la media"…

Detto questo torno a parlare del metodo.

Lo spirito del metodo è di insegnare la tecnica dell'arpa attraverso lo studio di brani musicali.
Gli esercizi di tecnica pura sono pochi e mirati, ma i brani sono scelti e diteggiati per farvi apprendere i vari gradi in modo progressivo.
Non pensate che i primi brani li possiate archiviare in un pomeriggio.
Vanno suonati a risuonati per molte e molte lune….

E non saltatene nemmeno uno!
Ogni nota, diteggiatura e consiglio sono stati studiati nei minimi particolari.
E' una concezione forse molto diversa dai metodi classici (quali il Grossi, Reniè, Bochsa…) ma affidatevi e abbiate fiducia. Per chi non conosce la musica e non sa leggere lo spartito, il metodo è studiato per insegnarne i rudimenti mentre si impara a suonare. Ascoltare il brano, leggere la musica, vedere la posizione e il movimento delle mani vi darà una visione di base molto completa.
Buon lavoro e attendo le vostre impressioni!


Sylvia Woods – "Teach Yourself To Play The Folk Harp"
http://www.harpcenter.com/

7 commenti:

Zosimos ha detto...

Buongiorno Rosangela!
Non ho adoperato il metodo della Woods (che ho scoperto essere famosissimo), ma quello della Harbison, altrettanto noto, e legato a doppio filo con i suoi corsi d'arpa in Irlanda.
Ora che ho acquisito un po' di dimestichezza - nonostante l'anulare sinistro sia sempre restio ad obbedire - ho comperato alcuni libri di repertorio dal sito della Woods, che peraltro funziona molto bene. In particolare ho comperato la sua raccolta di brani di O'Carolan (non potevo proprio non affrontare questo autore!), più due libri di bellissima musica elisabettiana (il migliore dei due è "Pastime in good company") e un libro di esercizi tecnici mortalmente noioso ma estremamente utile.

Sempre nella speranza di migliorare.

harpo ha detto...

Caro Zosimos,
la tecnica mortalmente noiosa ogni tanto va digerita...per progredire!

Per ciò che riguarda il metodo della Woods credo che abbia ancora cose da insegnare e lei, la Sylvia, pare sia molto simpatica. Un mio amico (P. Mattia) che suona l'arpa da tre anni le ha parlato al telefono un paio di volte ed è molto, molto disponibile. Il metodo di Janet Harbison è più giovane di circa 10 anni e ha una concezione didattica altrettanto interessante. Ne parlerò in futuro.
Per contro, contattare la singora Harbison risulta notevolmente più complicato e i suoi libri sono disponibili solo attraverso il suo sito non sempre aggiornato.

Trovo comunque che la miglior cosa è utilizzare materiale da entrambi. Ogni allievo ha capacità, fisicità ed esigenze dieverse. L'abilità di un bravo insegnante è quella di trovare la strada migliore più adatta ad ognuno.

Buon lavoro!

Padre Mattia ha detto...

Sylvia Woods è stata (ed è tuttora) uno dei capisaldi del movimento di riscoperta dell'arpa e della musica tradizionale dell'area "celtica" (e non solo) in tutto il mondo, particolarmente in America.
Il suo "Teach yourself" fu pubblicato nel 1978, quando in giro c'era ben poco (la Harbison cominciò ad insegnare nel 1982 e certi puristi nostrani portavano ancora i calzoni corti) ed è stato utilizzato da generazioni di appassionati dello strumento con ottimi risultati.
Ho avuto il piacere di parlare con Sylvia un paio di volte per telefono ed è stata gentilissima e prodiga di consigli, mi ha dato l'impressione di una cui "piace sapere come procede".
Anch'io in effetti uso i brani del "metodo Harbison", ma devo ammettere che spesso mi rifugio in quello della Woods per "stabilizzarmi" la mano. La Woods usa delle diteggiature che hanno fatto arricciare il naso a molti arpisti di mia conoscenza (ad esempio note ribattute con tutte e quattro le dita), ma fanno un bene...!
Rosangela, tu che ne pensi?

P. Mattia

Zosimos ha detto...

Quello che adoro della Woods sono i video pubblicitari in cui descrive le pubblicazioni a sua cura. Quei primi piani sono favolosi. Impagabile quando descrive la motivazione che l'hanno spinta a pubblicare 52 canzoni scozzesi invece che 50...

Uso brani di entrambe, comunque. Il metodo della Harbison ha di interessante la sezione che spiega attraverso la pratica dell'arpa le varie strutture armoniche dei brani, ma a dire il vero a volte preferirei che fossero più presenti delle sezioni "tecniche", soprattutto (egoisticamente) per i miei punti deboli... le note ribattute con il primo dito (atroci!) e certe cose con la mano sinistra...

Adoro il libro della Woods su O'Carolan, ma non nego che certi brani sono ancora un po' "challenging" come dice lei per il mio modesto livello. Quello che mi piace molto del suo sito è la buona divisione del materiale, e la disponibilità di opere anche molto specifiche... cercavo brani antichi per "lap harp"... accontentato!

Elena ha detto...

Per circa due anni sono stata autodidatta, partendo dal metodo Woods e da altri spartiti acquistati tramite il suo sito. Ha ragione P. Mattia circa la disponibilità assoluta di Sylvia e del suo staff (in particolare Heidi), che anche nel mio caso sono stati prodighi di consigli sull'apprendimento e la manutenzione dello strumento. Per quanto riguarda il metodo, il fatto stesso che sia un bestseller da trent'anni è la miglior prova della sua validità.
Ma concordo con Rosangela: non bisogna lasciarsi ingannare dall'apparente facilità dei primi esercizi e dei primi brani; se li si liquida con troppa fretta, non si costruiscono basi abbastanza solide per procedere ai passi successivi (già l'arrangiamento di Planxty Brabazon è un bel salto rispetto a ciò che lo precede).

PS per Zosimos: anch'io trovo i libri di Suzanne Guldimann deliziosi!

Padre Mattia ha detto...

A proposito di Janet Harbison!
Ho tentato più volte di contattare the Irish Harp Centre via mail per avere notizie su alcuni libri e sui corsi estivi. Alle prime mail non ho avuto risposta, finché non ne ho inviata una un po' "piccata", allora mi ha risposto qualcuno firmandosi "Janet Harbison" (ma non credo che fosse lei) scusandosi per l'inconveniente e assicurandomi che a brevissimo avrei avuto tutte le informazioni. Sono passati otto mesi...
Così mi sono deciso a prendere in mano il telefono e ho chiamato. Mi ha risposto tale Martina, dicendomi che il sito sarà fuori uso molto a lungo. Mi ha invitato a fare un elenco di ciò che mi occorreva e lei mi avrebbe spedito il tutto immediatamente.
Bene, io ho inviato la lista, la mail è stata letta (ho la notifica di lettura) ma dopo tre settimane non ho ricevuto risposta alcuna, malgrado l'ennesimo mio sollecito...
Cosa penso?
Che si può essere cafoni in molti modi, e questo ne è uno...

Zosimos ha detto...

Che il sito della Harbison fosse fuori uso ne ero a conoscenza. La mia esperienza è stata leggermente diversa: l'ordine che avevo inviato mi è stato subito recapitato a casa, per quanto la comunicazione non sia stata effettivamente agevole.

C'è da dire che in questo la Woods è decisamente più "avanzata". Il suo sito è molto più efficiente e ben organizzato.